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Invecchiare bene: le nuove frontiere della longevità

 

Il 4 ottobre 2025 Roma ospiterà un importante convegno internazionale dedicato a uno dei temi più attuali della medicina moderna: come vivere non solo più a lungo, ma soprattutto meglio. L’evento “Longevity and Healthy Aging”, organizzato dall’Università Cattolica del Sacro Cuore e dalla Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS, riunirà esperti da tutto il mondo per discutere le strategie più innovative per un invecchiamento sano e attivo.

Vivere più a lungo, ma come?

L’aumento della vita media rappresenta senza dubbio una delle conquiste più significative della medicina contemporanea. Tuttavia, longevità e qualità della vita non sempre vanno di pari passo. Molte persone, pur raggiungendo età avanzate, si trovano ad affrontare malattie croniche, fragilità fisica e cognitiva, perdita progressiva dell’autonomia. È qui che entra in gioco il concetto di “healthy aging”: un invecchiamento che non sia solo lungo, ma attivo, funzionale e il più possibile privo di disabilità.

Il convegno, sostenuto da Named Group attraverso il progetto Wellongevity e patrocinato da AGGEI e Sinut, si propone proprio di esplorare come trasformare questo obiettivo in realtà concrete e accessibili.

I meccanismi dell’invecchiamento sotto la lente

Uno degli aspetti centrali del convegno sarà l’approfondimento dei cosiddetti “hallmarks of aging”, ovvero i meccanismi biologici fondamentali che regolano il processo di invecchiamento. Gli esperti si concentreranno in particolare su tre elementi chiave: lo stress ossidativo, l’infiammazione cronica (nota come “inflammaging”) e la senescenza cellulare.

Comprendere questi processi è essenziale per sviluppare strategie preventive e terapeutiche efficaci. Non si tratta solo di ricerca teorica: le innovazioni in medicina rigenerativa e le nuove tecnologie stanno già aprendo possibilità concrete per intervenire su questi meccanismi.

Il microbiota: un alleato nascosto

Un tema particolarmente interessante riguarda il ruolo del microbiota intestinale nella regolazione dell’invecchiamento sistemico. La comunità di microrganismi che popola il nostro intestino non è solo coinvolta nella digestione, ma influenza l’intero organismo, inclusi i processi legati all’invecchiamento.

Durante il convegno verranno presentate le più recenti evidenze scientifiche sull’efficacia della modulazione del microbiota attraverso alimenti fermentati, probiotici e metaboliti postbiotici. Si tratta di approcci che stanno guadagnando sempre più attenzione nella comunità scientifica per il loro potenziale nel promuovere un invecchiamento in salute.

Nutrizione e prevenzione

Un’intera sessione sarà dedicata al rapporto tra alimentazione, metabolismo e longevità. Gli esperti discuteranno di interventi dietetici e nutraceutici specifici per prevenire il declino fisico e cognitivo, dalla dieta chetogenica al controllo della glicemia e del metabolismo dei lipidi.

Il professor Giovanni Scapagnini, docente di Nutrizione Clinica presso l’Università degli Studi del Molise, approfondirà gli effetti geroprotettivi di alcune sostanze presenti nei modelli alimentari delle popolazioni più longeve del pianeta. Particolare attenzione sarà data al ruolo di specifici frutti ricchi di polifenoli e alla loro capacità di contribuire alla prevenzione primaria, contrastando per esempio la transizione da prediabete a diabete.

La sfida della sarcopenia

Il professor Francesco Landi, Ordinario di Medicina Interna all’Università Cattolica e Direttore del Dipartimento Scienze dell’Invecchiamento della Fondazione Gemelli, concluderà i lavori affrontando un problema molto diffuso ma ancora sottovalutato: la sarcopenia, ovvero la perdita progressiva di massa e forza muscolare legata all’età.

Le strategie emergenti per contrastarla sono molteplici e innovative: dal targeting della rigenerazione muscolare al controllo dell’infiammazione cronica, dall’editing genetico alla terapia con cellule staminali, fino alla modulazione dei microRNA. Accanto a queste frontiere avanzate, non vanno dimenticati gli interventi più consolidati come l’uso di aminoacidi essenziali e probiotici mirati all’interazione muscolo-microbioma.

Un approccio multidisciplinare

Ciò che emerge con chiarezza è che l’invecchiamento in salute non può essere affrontato con un approccio semplicistico. Richiede invece una visione multidisciplinare che integri prevenzione, nutrizione, innovazione tecnologica e medicina rigenerativa. Il convegno del 4 ottobre rappresenta un’importante occasione per fare il punto su questi temi e tracciare le direzioni future della ricerca e della pratica clinica.

L’obiettivo finale è ambizioso ma necessario: estendere non solo la durata della vita, ma soprattutto la “healthspan”, ovvero il periodo di vita trascorso in buona salute. Perché vivere più a lungo ha senso solo se possiamo farlo mantenendo autonomia, vitalità e qualità di vita.