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Non conta solo quanto grasso hai, ma dove si trova: la nuova scoperta sul rischio di cancro

 

Il limite dell’indice di massa corporea

Per decenni, l’indice di massa corporea (BMI) è stato lo strumento principale per valutare se il peso di una persona potesse aumentare il rischio di sviluppare varie malattie, compreso il cancro. Sovrappeso e obesità sono infatti riconosciuti come fattori di rischio per diversi tipi di tumore, tra cui quelli al seno, all’intestino e al fegato.

Tuttavia, una nuova ricerca pubblicata sul Journal of the National Cancer Institute suggerisce che il BMI potrebbe essere una misura troppo grossolana per valutare accuratamente il rischio oncologico. Secondo questo studio, per alcuni tumori legati all’obesità, la posizione del grasso nel corpo potrebbe essere importante quanto la sua quantità totale.

Una ricerca innovativa sulla distribuzione del grasso

I ricercatori hanno utilizzato un approccio metodologico sofisticato chiamato randomizzazione mendeliana, che sfrutta strumenti genetici per indagare relazioni causali tra fattori. Analizzando dati provenienti dalla UK Biobank e da FinnGen, hanno esaminato cinque diversi tipi di distribuzione del tessuto adiposo:

  • Grasso addominale sottocutaneo (il classico grasso della pancia)
  • Grasso viscerale (quello che circonda gli organi interni come fegato, intestino e pancreas)
  • Grasso gluteofemorale (quello localizzato su glutei e cosce)
  • Grasso epatico (nel fegato)
  • Grasso pancreatico (nel pancreas)

L’obiettivo era comprendere come questi diversi depositi di grasso influenzassero il rischio di sviluppare 12 tipi di cancro associati all’obesità.

Il grasso addominale: il principale colpevole

I risultati hanno rivelato che il grasso addominale ha l’impatto più significativo sul rischio di cancro. Questo tipo di adiposità aumenta il rischio di tre specifici tipi di tumore: cancro all’endometrio, cancro all’esofago e cancro al fegato.

Come ha sottolineato il dottor Daniel Landau, oncologo ed ematologo non coinvolto nello studio, non conta solo l’obesità in sé, ma anche dove essa si localizza. L’obesità centrale, in particolare, è associata alle peggiori abitudini alimentari e al più alto rischio di infiammazione cronica, fattori che favoriscono lo sviluppo del cancro.

Anche il grasso nel fegato e il grasso viscerale sono risultati collegati a un aumentato rischio di cancro al fegato, confermando che l’accumulo di tessuto adiposo in determinate aree del corpo può avere effetti particolarmente dannosi.

Una scoperta sorprendente: il grasso “protettivo”

Non tutti i depositi di grasso, tuttavia, aumentano il rischio di cancro. Uno dei risultati più inaspettati dello studio riguarda il grasso localizzato su glutei e cosce: questo tipo di adiposità è risultato associato a una riduzione del rischio di cancro al seno e di meningioma, un tipo di tumore cerebrale.

Questo dato ha sorpreso anche gli esperti. Il dottor Anton Bilchik, oncologo chirurgico e direttore del programma gastrointestinale ed epatobiliare presso il Providence Saint John’s Cancer Institute, ha definito questa scoperta “molto inaspettata e intrigante”, suggerendo che queste cellule adipose potrebbero avere un effetto anti-cancro attraverso ormoni come gli estrogeni.

Curiosamente, anche il grasso addominale sottocutaneo sembrava offrire una certa protezione contro alcuni tipi di cancro al seno, aggiungendo ulteriore complessità al quadro.

Perché l’obesità favorisce il cancro

Il National Cancer Institute ha identificato diversi meccanismi attraverso cui l’obesità può aumentare il rischio di cancro:

  • Il tessuto adiposo produce estrogeni, i cui livelli elevati sono associati a molti tipi di tumore
  • Le persone obese hanno spesso livelli più alti di insulina, collegata a diversi tumori
  • L’infiammazione cronica, comune nelle persone con obesità, promuove la crescita tumorale
  • Le cellule grasse producono ormoni chiamati adipochine che possono stimolare la crescita cellulare

Questi meccanismi non operano in modo uniforme in tutte le aree del corpo, il che potrebbe spiegare perché la localizzazione del grasso fa la differenza nel rischio oncologico.

Il BMI non basta più

Il dottor Landau ha evidenziato un punto cruciale: i medici non dovrebbero affidarsi esclusivamente al BMI per valutare la salute dei pazienti. “Il BMI è rapido ma approssimativo”, ha spiegato. “Fornisce un’idea molto basilare della salute di una persona, ma la localizzazione dell’obesità è importante.”

Mentre precedenti ricerche hanno dimostrato chiare relazioni tra distribuzione del grasso e salute cardiovascolare, questo studio mostra che per i tumori la situazione è più complessa, con effetti causali che variano in base al tipo di distribuzione del grasso e al tipo di cancro.

Perdere peso può ridurre il rischio

La buona notizia è che la perdita di peso può ridurre il rischio di sviluppare tumori. Uno studio su quasi 60.000 donne in postmenopausa ha scoperto che quelle che avevano perso almeno il 5% del loro peso corporeo mostravano un rischio ridotto di cancri legati all’obesità.

Una revisione del 2020 ha anche evidenziato che la chirurgia bariatrica è associata a una riduzione del rischio di vari tipi di cancro, offrendo una possibile via di intervento per le persone con obesità grave.

Implicazioni per la prevenzione del cancro

I ricercatori concludono che la relazione tra distribuzione del grasso e rischio di cancro è complessa e richiede ulteriori studi. Tuttavia, le implicazioni cliniche sono già chiare: valutare i cambiamenti nella distribuzione del tessuto adiposo potrebbe avere un ruolo importante nei futuri trattamenti dell’obesità e negli interventi di prevenzione del cancro.

Come ha affermato il dottor Bilchik, questo studio è estremamente importante perché è uno dei primi a dimostrare che le posizioni anatomiche del tessuto adiposo sono associate a diversi tumori legati all’obesità. Questo suggerisce che la forma del corpo e la riduzione dell’obesità in specifiche aree anatomiche potrebbero essere più importanti della riduzione dell’obesità complessiva per diminuire il rischio di cancro.

Verso un approccio personalizzato

Questa ricerca apre la strada a strategie di prevenzione più mirate e personalizzate. Invece di concentrarsi solo sulla perdita di peso generale, futuri interventi potrebbero focalizzarsi sulla riduzione del grasso in aree specifiche del corpo, particolarmente quello addominale e viscerale, che sembrano comportare i rischi maggiori.

Comprendere dove si accumula il grasso nel nostro corpo e quali rischi specifici comporta potrebbe aiutare i medici a identificare con maggiore precisione le persone a più alto rischio di sviluppare determinati tipi di cancro, permettendo interventi preventivi più efficaci e tempestivi.