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Sei milioni di italiani e una malattia degli occhi: un’emergenza silenziosa

 

In Italia, una realtà spesso poco conosciuta dal grande pubblico riguarda la salute oculare dei cittadini. Oltre sei milioni di italiani convivono con una patologia oculare, una cifra impressionante che rivela un vasto segmento della popolazione interessato da problemi alla vista. Ancora più preoccupante è il dato che emerge dal mondo medico: di questi sei milioni, circa un terzo soffre di una riduzione della vista così significativa da essere considerata invalidante, compromettendo seriamente la qualità della vita quotidiana.

Un problema trascurato dal sistema sanitario

Nonostante l’esistenza di tecnologie avanzate, trattamenti innovativi e strumenti diagnostici in grado di intercettare i problemi visivi in fase precoce, l’oftalmologia rimane sorprendentemente marginalizzata all’interno delle priorità del Servizio Sanitario Nazionale. A testimoniare questo squilibrio è un dato eloquente: solo l’uno per cento della spesa sanitaria pubblica è dedicato all’oftalmologia. Questa disparità di risorse produce conseguenze concrete e tangibili: ritardi significativi nell’accesso alle cure, una carenza di risorse specialistiche e una forte pressione sui professionisti del settore, chiamati a operare in condizioni spesso difficili.

APMO: dalla nascita al primo congresso nazionale

L’Associazione Pazienti Malattie Oculari, meglio conosciuta come APMO, rappresenta un’iniziativa relativamente recente nata nel 2022 con l’obiettivo di dare voce ai pazienti affetti da patologie oculari e di lottare per un miglioramento delle condizioni di cura e prevenzione. La crescita dell’associazione è testimoniata dall’organizzazione del primo Congresso nazionale, tenutosi a Roma in occasione della Giornata Mondiale della Vista del 9 ottobre 2025.

Questo evento rappresenta un momento cruciale di incontro tra diversi attori del sistema sanitario e della ricerca: istituzioni pubbliche, società scientifiche, associazioni di pazienti e aziende del settore. L’obiettivo dichiarato è ambizioso: dialogare e coordinare le strategie necessarie per garantire un accesso equo ai percorsi di cura, innovare in modo sostenibile la salute visiva, e migliorare concretamente la qualità della vita dei pazienti.

La “Carta della Salute dell’Occhio” e la campagna di prevenzione

Al centro del lavoro di APMO si trova la “Carta della Salute dell’Occhio”, un documento programmatico che orienta le azioni di prevenzione e promozione della salute visiva. Questo documento è stato realizzato nell’ambito della campagna nazionale “La salute dei tuoi occhi. Non perderla di vista”, promossa da APMO in collaborazione con SISO (Società Italiana di Scienze Oftalmologiche) e con il patrocinio dell’Istituto Superiore di Sanità e dell’Intergruppo parlamentare dedicato alle malattie degli occhi.

Nel corso del primo anno di attività, la campagna ha toccato cinque regioni italiane: Lazio, Liguria, Lombardia, Puglia e Sicilia. In ciascuna regione, sono stati organizzati incontri istituzionali con decisori politici e specialisti locali per analizzare i punti di forza e le criticità dell’assistenza oftalmologica. Accanto a questi incontri istituzionali, sono stati realizzati appuntamenti informativi e screening territoriali gratuiti rivolti ai cittadini.

I risultati sono stati notevoli: più di 400 persone hanno partecipato agli incontri informativi e sono state sottoposte a mini-screening per le patologie oculari più diffuse. Un dato particolarmente significativo emerge da questi screening: una persona su cinque è stata “diagnosticata a rischio”, evidenziando quanto sia frequente la presenza di problemi visivi non ancora intercettati.

Le priorità secondo le istituzioni

Durante il congresso, il Ministro della Salute Orazio Schillaci ha sottolineato l’importanza cruciale della diagnosi tempestiva nel rallentare la progressione delle malattie oculari, limitare il rischio di cecità e preservare l’autonomia e la qualità della vita. Ha inoltre dichiarato che nella legge di bilancio in discussione saranno inseriti fondi specificamente destinati alla prevenzione, compresa quella delle malattie degli occhi.

Il ministro ha inoltre lanciato un appello per un cambiamento culturale e organizzativo all’interno del Servizio Sanitario Nazionale: passare da un sistema centrato principalmente sulla cura a un modello proattivo, capace di prevenire il manifestarsi delle patologie e di liberare risorse da destinare alla ricerca. Ha inoltre evidenziato la necessità di intervenire sulle disuguaglianze regionali ancora presenti nel paese, garantendo un accesso tempestivo ai servizi innovativi su tutto il territorio.

Le malattie oculari e la qualità della vita

Il congresso ha dedicato ampio spazio alla discussione delle principali malattie oculari e del loro impatto sulla qualità della vita dei pazienti, con una particolare attenzione ai temi delle retinopatie, maculopatie e miopia grave. Sono state organizzate tre tavole rotonde in cui si sono alternati rappresentanti di istituzioni, società scientifiche, associazioni di pazienti, aziende del settore, oltre ai pazienti stessi e agli specialisti.

Secondo Francesco Bandello, Presidente di APMO e Direttore dell’Unità Oculistica dell’IRCCS Ospedale San Raffaele di Milano, sebbene i risultati del primo anno siano modesti rispetto alla scala del problema, rappresentano comunque un avanzamento importante. Bandello sottolinea che la perdita della vista terrorizza le persone più della morte stessa e comporta disabilità gravissime, rendendo ancora più urgente l’intervento.

Verso un futuro di maggiore attenzione

Gli obiettivi che si propone APMO per il prossimo futuro sono chiari: garantire un accesso effettivo alla diagnosi precoce, assicurare l’accesso alle terapie più innovative ed efficaci, e mettere a disposizione dei pazienti le risorse necessarie per la migliore appropriatezza terapeutica. L’associazione si propone di diventare il punto di riferimento nazionale per i pazienti affetti da malattie oculari.

Bandello conclude dichiarando l’intenzione di crescere ulteriormente in termini di numeri e credibilità, migliorando l’organizzazione delle sedi regionali e chiedendo il supporto delle istituzioni. Come sottolinea, la mancata cura delle malattie oculari non solo compromette la qualità della vita dei cittadini, ma comporta anche un aumento esponenziale dei costi sia per i pazienti che per il servizio sanitario pubblico.