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Nuove speranze per il tumore testa-collo: amivantamab mostra risultati promettenti

 

Una nuova formulazione del farmaco amivantamab ha dimostrato risultati incoraggianti nel trattamento dei pazienti con carcinoma a cellule squamose della testa e del collo in fase avanzata, offrendo una possibile soluzione a chi ha poche alternative terapeutiche disponibili.

Un bisogno medico urgente

I pazienti con carcinoma a cellule squamose della testa e del collo ricorrente o metastatico si trovano in una situazione particolarmente difficile quando la loro malattia progredisce nonostante le terapie standard. Le opzioni terapeutiche disponibili sono limitate e i risultati spesso deludenti: i tassi di risposta con i trattamenti attuali si attestano tipicamente tra il 10 e il 24 percento, mentre la sopravvivenza mediana rimane compresa tra 6 e 9 mesi. Questa situazione è ancora più grave per i pazienti con tumori non correlati al papillomavirus umano (HPV). Oltre alla prognosi sfavorevole, questi pazienti devono affrontare sintomi debilitanti come difficoltà nella deglutizione, disturbi del linguaggio, dolore e affaticamento.

Lo studio OrigAMI-4: risultati promettenti

Johnson & Johnson ha presentato i risultati dello studio di fase 1b/2 OrigAMI-4 durante il Congresso della Società Europea di Oncologia Medica (ESMO) 2025. Lo studio ha valutato l’efficacia e la sicurezza di amivantamab sottocutaneo in monoterapia in pazienti con carcinoma a cellule squamose della testa e del collo ricorrente o metastatico non correlato a HPV, dopo fallimento di terapie precedenti con inibitori dei checkpoint immunitari e chemioterapia a base di platino.

I risultati sono stati incoraggianti: il farmaco ha ottenuto un tasso di risposta complessivo del 45 percento, con un paziente che ha raggiunto una risposta completa e 12 pazienti con risposte parziali. Complessivamente, l’82 percento dei pazienti ha mostrato una riduzione delle dimensioni del tumore, mentre il 45 percento ha presentato una stabilizzazione della malattia. La durata mediana della risposta è stata di 7,2 mesi, con una sopravvivenza libera da progressione mediana di 6,8 mesi.

Un farmaco innovativo con doppio meccanismo d’azione

RYBREVANT® rappresenta il primo anticorpo bispecifico approvato al mondo per il tumore polmonare. Il suo meccanismo d’azione è particolarmente interessante: il farmaco colpisce simultaneamente due proteine chiave nella crescita tumorale, il recettore del fattore di crescita epidermico (EGFR) e il fattore di transizione mesenchimale-epiteliale (MET), entrambi sovra-espressi nell’80-90 percento dei tumori testa-collo. Oltre a inibire questi due bersagli molecolari, amivantamab attiva anche il sistema immunitario, reclutando cellule immunitarie per attaccare le cellule tumorali.

La formulazione sottocutanea: un vantaggio per i pazienti

Una delle innovazioni più significative è la nuova formulazione sottocutanea del farmaco, che può essere somministrata tramite un’iniezione manuale di soli cinque minuti. Questo rappresenta un notevole miglioramento in termini di comodità per i pazienti rispetto alla formulazione endovenosa di RYBREVANT®, riducendo significativamente i tempi di somministrazione e potenzialmente migliorando la qualità di vita durante il trattamento.

I prossimi passi: verso la fase 3

Sulla base di questi risultati promettenti, Johnson & Johnson sta avviando lo studio di fase 3 OrigAMI-5, che valuterà amivantamab sottocutaneo in combinazione con pembrolizumab e carboplatino come terapia di prima linea nei pazienti con carcinoma a cellule squamose della testa e del collo ricorrente o metastatico non correlato a HPV. Questo studio confronterà la nuova combinazione terapeutica con il regime standard attuale, composto da 5-fluorouracile più pembrolizumab e chemioterapia a base di platino.

Un potenziale oltre il tumore testa-collo

I risultati dello studio OrigAMI-4 si aggiungono alle evidenze già consolidate dell’efficacia di RYBREVANT® nel tumore polmonare non a piccole cellule, dove il farmaco è già approvato per pazienti con specifiche mutazioni del gene EGFR. L’azienda sta inoltre valutando l’utilizzo di amivantamab in altri tumori solidi, tra cui il carcinoma del colon-retto, ampliando così il potenziale terapeutico di questo anticorpo bispecifico innovativo.

Questi risultati rappresentano un passo avanti significativo nella ricerca di nuove opzioni terapeutiche per i pazienti con tumore della testa e del collo, una popolazione di pazienti con bisogni medici ancora largamente insoddisfatti. La possibilità di ottenere risposte clinicamente significative in una malattia così aggressiva e difficile da trattare offre nuove speranze per migliorare sia la sopravvivenza che la qualità di vita di questi pazienti.