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GSK Italia: Innovazione e Salute per un Paese che Invecchia

 

In un momento storico in cui l’Italia cerca nuove strade per rilanciare la propria competitività, il settore farmaceutico si conferma uno dei motori più dinamici dell’economia nazionale. Con un valore della produzione che nel 2024 ha raggiunto i 56 miliardi di euro e un export da 54 miliardi – oltre il 9% del totale manifatturiero – l’industria farmaceutica rappresenta un modello di eccellenza che coniuga innovazione, ricerca e occupazione qualificata.

I numeri parlano chiaro: 71.000 persone impiegate con un incremento dell’8% rispetto al 2019, investimenti in ricerca e produzione per 4 miliardi di euro (+13% sul 2023), e un contributo al saldo estero del Paese di 11 miliardi di euro. Un settore che primeggia per open innovation, collaborazioni con università e centri di ricerca, e che si distingue per l’attenzione alle persone: il 90% dei collaboratori è laureato o diplomato, il 45% è donna (ben oltre il 29% della media manifatturiera), e negli ultimi cinque anni gli under 35 sono cresciuti del 21%.

GSK Italia: Una Multinazionale con Radici Profonde

In questo panorama d’eccellenza, GSK rappresenta un caso emblematico di come una multinazionale possa radicarsi nel tessuto produttivo italiano diventandone parte integrante. Presente in Italia dagli inizi del 900, l’azienda conta oggi oltre 4.200 collaboratori, un fatturato di 1,6 miliardi di euro (di cui un terzo dall’export in oltre 100 paesi) e investimenti annui pari a 324 milioni di euro – il 20% del fatturato e l’8% degli investimenti totali in ricerca e produzione di tutte le farmaceutiche presenti nel nostro Paese.

Con due centri di ricerca e due stabilimenti produttivi, GSK è una realtà “a ciclo completo” che fa dell’Italia non solo un mercato, ma un hub strategico per l’innovazione e la produzione globale. Nel 2024, dai siti di Parma e Rosia sono uscite 98 milioni di unità tra farmaci e vaccini destinati al mercato italiano e internazionale.

Un Nuovo Capitolo: Innovazione al Centro

Il 3 novembre 2025 segna l’inizio di una nuova fase per GSK Italia con l’arrivo di Antonino Biroccio come General Manager e Presidente. Calabrese, classe 1973, laureato in Chimica farmaceutica con dottorato in Genetica e Biologia molecolare, Biroccio porta con sé un bagaglio di esperienza internazionale maturata in Grecia, Spagna e Singapore, oltre a una profonda conoscenza del settore che spazia dai vaccini alla medicina specialistica.

“Basta passato, per quanto prestigioso”, ha dichiarato Biroccio nel suo primo incontro con la stampa di settore al Circolo della Stampa di Milano. “Ora è necessario concentrarsi sul futuro, perché tutti questi importanti traguardi possono essere vanificati se non cogliamo la trasformazione in atto. L’obiettivo primario del mio mandato sarà quello di contribuire a favorire l’innovazione, quella vera che migliora le condizioni di salute e di vita, di prosperità economica”.

La Sfida dell’Invecchiamento e la Silver Economy

Il nuovo corso di GSK Italia pone particolare attenzione a una delle sfide più urgenti del Paese: l’invecchiamento della popolazione. “Abbiamo una delle popolazioni più vecchie in Europa, che ha bisogno di salute e contribuisce all’economia, che lavora ancora, che mobilizza un quarto del PIL e dei consumi delle famiglie italiane”, ha sottolineato Biroccio, evidenziando come la prevenzione e l’innovazione terapeutica non siano solo questioni sanitarie, ma anche economiche.

Secondo think-tank internazionalmente riconosciuti, le vaccinazioni raccomandate per adulti fragili, se correttamente organizzate in tutto il Paese, porterebbero un risparmio di oltre 10 miliardi di euro. Una cifra paragonabile a una finanziaria che dimostra come investire in prevenzione significhi anche alleggerire la pressione sui costi sanitari.

L’Eccellenza nei Centri di Ricerca e Produzione

Il cuore pulsante dell’innovazione GSK in Italia batte in quattro siti strategici. A Siena, due centri di ricerca sui vaccini – uno specializzato in vaccini antibatterici e anticorpi monoclonali – lavorano sulle frontiere della prevenzione. A Rosia, uno stabilimento produce per tutto il mondo i vaccini GSK più innovativi per gli adulti.

Ma è Parma a rappresentare il gioiello tecnologico dell’azienda: lo stabilimento è specializzato nell’introduzione di nuovi farmaci per gli studi clinici, negli antivirali di ultima generazione e, soprattutto, è centro di eccellenza mondiale per la produzione di anticorpi monoclonali in immunologia, malattie respiratorie e oncologia.

Gli ADC: La Frontiera dell’Oncologia

Particolare rilievo assume la piattaforma tecnologica per la produzione degli ADC (Antibody-Drug Conjugates), anticorpi monoclonali coniugati a un citotossico, considerati tra i farmaci più promettenti per i tumori più difficili da trattare. Si tratta di una sfida tecnologica complessa: abbinare in sicurezza e qualità farmaci molto diversi per ottenere un effetto terapeutico superiore alla loro semplice somma.

“Il farmaco ADC di GSK per il mieloma multiplo è prodotto a Parma per tutto il mondo”, ha evidenziato Biroccio, sottolineando come questo prodotto sia già stato approvato dall’EMA e sia in attesa di registrazione in Italia, mentre il 23 ottobre scorso ha ottenuto il via libera anche dalla FDA statunitense. L’impegno dell’azienda in questo campo si è ulteriormente rafforzato: il 27 ottobre è stato siglato un accordo con Syndivia per un altro candidato ADC per il tumore prostatico, e il giorno successivo GSK ha ottenuto la ODD (Orphan Drug Designation) in Europa per un candidato ADC nella terapia del microcitoma.

Un Modello di Sostenibilità Sociale

GSK Italia non eccelle solo sul fronte scientifico e produttivo, ma anche come modello di impresa sostenibile e inclusiva. La forza lavoro è composta per il 51% da donne (contro il 45% del settore farmaceutico e il 29% del manifatturiero), con una presenza femminile del 46% tra i dirigenti. L’azienda valorizza la diversità culturale con collaboratori di 57 nazionalità diverse e offre una stabilità occupazionale superiore alla media: il 99% dei contratti è a tempo indeterminato.

La rete di fornitori, composta da oltre 2.660 aziende per il 94% europee, genera un valore stimato di oltre 900 milioni di euro, secondo PwC, dimostrando come l’impatto dell’azienda si estenda ben oltre i confini dei propri stabilimenti.

Guardare al Futuro: Innovazione e Accesso

“Il mio impegno da oggi”, ha concluso Antonino Biroccio, “sarà quello di collaborare con medici, pazienti, Istituzioni e associazioni di riferimento per fare avanzare solo un tipo d’innovazione, quella reale che arriva al letto del paziente, che diminuisce i costi sociali, che attrae investimenti esteri nel nostro Paese, che aumenta il nostro export e quella cui vogliamo avere accesso con la stessa tempestività degli altri cittadini europei”.

Un impegno che rispecchia la contraddizione italiana evidenziata dallo stesso manager citando Leo Longanesi: “Italiani buoni a nulla ma capaci di tutto”. Nel settore farmaceutico, questa definizione apparentemente sarcastica si traduce in una realtà virtuosa: un Paese che attrae investimenti nonostante sia “il fanalino di coda nel favorire l’innovazione”, grazie a un sistema sanitario universale invidiato, università e ricercatori d’eccellenza, e maestranze capaci di tradurre in realtà i progetti più complessi.

La sfida per GSK Italia e per l’intero settore farmaceutico nazionale è chiara: trasformare queste eccellenze in un sistema che favorisca davvero l’innovazione, permettendo ai pazienti italiani di accedere alle nuove terapie con la stessa rapidità dei cittadini di altri Paesi europei, dove spesso i farmaci prodotti in Italia arrivano anche con due anni di anticipo rispetto alla loro introduzione nel nostro mercato. Una contraddizione che il nuovo corso di GSK Italia intende contribuire a superare, mettendo al centro la collaborazione tra tutti gli attori della salute con obiettivi condivisi di sviluppo, organizzazione e accesso.