CAR-T: la rivoluzione che sta cambiando la cura dei tumori del sangue arriva a Firenze

Dopo oltre sei anni dall’arrivo in Italia della prima terapia genica, le CAR-T sono diventate una realtà consolidata nella pratica clinica oncologica. La campagna itinerante “CAR-T – Il futuro è già qui”, promossa da AIL (Associazione Italiana contro Leucemie, linfomi e mieloma), fa tappa a Firenze per aggiornare pazienti, caregiver e specialisti su questa terapia rivoluzionaria.
Cosa sono le CAR-T e come funzionano
CAR-T è l’acronimo di Chimeric Antigens Receptor T-Cells, terapie avanzate basate sulla modifica e sul potenziamento dei linfociti T, una sottopopolazione di globuli bianchi che difendono l’organismo da infezioni e tumori. Il processo è sofisticato ma efficace: i linfociti T vengono prelevati dal paziente, modificati geneticamente in laboratorio per renderli capaci di riconoscere e aggredire le cellule tumorali, e poi reinfusi nello stesso paziente.
“Le cellule CAR-T rientrano nella categoria delle terapie avanzate: si tratta di terapie mirate, specifiche per un preciso recettore e altamente personalizzate”, spiega Alessandro Maria Vannucchi, Professore di Ematologia e Direttore SOD Ematologia presso l’AOU Careggi di Firenze. “I linfociti T ingegnerizzati vengono reinfusi nello stesso paziente e sono in grado di riconoscere il bersaglio da eliminare”.
Una crescita esponenziale
I numeri parlano chiaro: le terapie CAR-T eseguite in Italia sono passate dalle 35 del 2019 alle 498 nel 2024. Fino ad oggi sono stati trattati tra i 1.500 e i 1.800 pazienti, un dato significativo considerando che la prima somministrazione risale al 2019 e che inizialmente solo un Centro era autorizzato. Attualmente sono circa 44 i Centri abilitati sul territorio nazionale per la somministrazione di queste terapie.
In Italia sono 5 le CAR-T approvate sulle 6 approvate in Europa, con indicazioni in aumento sia nell’adulto che nel bambino. Le terapie sono attualmente utilizzate per alcune leucemie come la leucemia linfoblastica acuta, per alcuni linfomi aggressivi quali il linfoma a grandi cellule B, il linfoma mantellare e il linfoma follicolare, e di recente anche nel Mieloma Multiplo.
Un nuovo paradigma terapeutico
“L’arrivo delle CAR-T in Italia è stato atteso per lungo tempo, e quando finalmente queste terapie si sono rese disponibili hanno generato molte aspettative e domande”, afferma Giuseppe Toro, Presidente Nazionale AIL. “Le CAR-T rappresentano più che una speranza concreta per quei pazienti che non rispondono alle terapie convenzionali, e il loro impiego sta ottenendo successi insperati fino a pochi anni fa in pazienti che non avevano più alcuna possibilità terapeutica”.
Le CAR-T hanno completamente modificato il paradigma terapeutico, in particolare nei linfomi a grandi cellule, offrendo una speranza in più per una vita migliore e più lunga. In crescita il numero dei pazienti trattati, mentre aumentano l’efficacia e la sicurezza e si riduce la tossicità.
L’evoluzione dell’immunoterapia
Le CAR-T rappresentano l’ultimo capitolo di una lunga storia di ricerca nell’immunoterapia, considerata la grande rivoluzione dell’ultimo ventennio nella cura dei tumori ematologici.
“Nel nostro sistema immunitario è presente una classe di cellule, chiamate linfociti T, che hanno il compito di distruggere tutto ciò che è estraneo al nostro corpo”, spiega Monica Bocchia, Professoressa Ordinaria di Ematologia all’Università degli Studi di Siena. “Il primo passo verso questa strategia è stata la messa a punto degli anticorpi monoclonali, poi degli anticorpi monoclonali bi-specifici, quindi degli inibitori dei checkpoint. Da ultimo sono arrivate le CAR-T, seguite dallo sviluppo di altre terapie ancora più innovative”.
La ricerca continua
La ricerca di base ha identificato il primo bersaglio delle CAR-T, l’antigene CD19, marcatore ideale espresso sulla superficie di molte cellule B maligne. Ma il viaggio della ricerca non si ferma qui.
“Ora l’obiettivo è quello di migliorare questo farmaco biologico”, afferma Francesco Annunziato, Professore Ordinario di Patologia generale e Direttore del Dipartimento di Medicina Sperimentale e Clinica di Firenze. “Stiamo cercando di capire come questo ‘farmaco’ possa essere migliorato. Sappiamo che è un approccio estremamente efficace, eppure non tutti i pazienti trovano beneficio dalla terapia e in alcuni casi la malattia si ripresenta”.
Oggi siamo alla quarta generazione di cellule CAR-T, con le ultime due modificate per migliorarne l’efficacia e la durata, ancora in fase di sperimentazione.
Risultati straordinari nel Mieloma Multiplo
I risultati nel Mieloma Multiplo sono particolarmente incoraggianti. “Le CAR-T hanno trasformato la visione terapeutica del mieloma multiplo da terapia palliativa a terapia potenzialmente ‘disease-modifying'”, sottolinea Elisabetta Antonioli, Dirigente Medico SODc Ematologia presso AOU Careggi Firenze. “Prima dell’era CAR-T, i pazienti refrattari tripli avevano una sopravvivenza media inferiore ai nove mesi. Oggi, con le CAR-T, la sopravvivenza può superare i 2-3 anni, con casi di remissioni prolungate”.
Nuove prospettive nei linfomi
Anche nelle malattie linfoproliferative le CAR-T stanno cambiando lo scenario terapeutico. “Alcune CAR-T sono utilizzabili già a partire dalla seconda linea di trattamento, altre dalla terza o dalla quarta linea”, spiega Benedetta Puccini, Dirigente Medico di Ematologia presso AOU Careggi. “In pazienti con linfomi refrattari o recidivati, le percentuali di risposta globale superano spesso il 40-50%, con un numero crescente di remissioni complete e durature. Ciò ha permesso di trasformare l’obiettivo terapeutico: da una terapia palliativa a un trattamento potenzialmente curativo”.
Requisiti e organizzazione dei Centri
Per poter somministrare le terapie CAR-T, i centri devono rispettare specifici requisiti organizzativi e infrastrutturali molto stringenti. “I centri devono essere in possesso di un Programma Trapianti certificato dal Centro Nazionale Trapianti, disporre di personale qualificato e adeguatamente formato, avere una Terapia Intensiva integrata nel progetto e un Team multidisciplinare”, puntualizza Chiara Nozzoli, Responsabile programma Trapianti di cellule staminali emopoietiche presso AOU Careggi.
“Fondamentale il concetto di rete nel modello di gestione del trattamento con CAR-T: i centri referral e il centro HUB devono interagire non solo per la candidatura del paziente, ma anche per la condivisione del follow up post terapia”, aggiunge Nozzoli.
La gestione multidisciplinare
La sicurezza è un elemento fondamentale. Le CAR-T possono causare effetti collaterali specifici come la CRS (sindrome da rilascio di citochine) e ICANS (neurotossicità associata a terapie con CAR-T), che richiedono una gestione attenta.
“Il team multidisciplinare è davvero centrale nel percorso delle CAR-T, perché si tratta di una terapia che non coinvolge solo l’oncoematologo, ma richiede competenze specialistiche trasversali e un team infermieristico altamente formato”, evidenzia Ilaria Cutini, Dirigente Medico SOD Ematologia presso AOU Careggi. Il team è composto da trapiantologo, intensivista, neurologo, farmacista e altre figure professionali che intervengono nelle diverse fasi del trattamento.
La questione dei costi
Uno degli aspetti da valutare riguarda il costo elevato di queste terapie. “Il costo delle immunoterapie innovative è certamente elevato, ma è altresì frutto di investimenti in tecnologie avanzate ed ampie sperimentazioni”, sottolinea Sara Galimberti, Professoressa Ordinaria all’Università di Pisa e Direttrice UOC Ematologia presso l’AOU Pisana.
“Sarebbe necessario garantirne l’accesso equo su tutto il territorio nazionale e l’appropriatezza prescrittiva, ragionando non solo in termini di costo del prodotto, bensì di costo/efficacia, perché le CAR-T rappresentano oggi un’opportunità terapeutica che offre sopravvivenze e buona qualità di vita a molti pazienti che altrimenti vedrebbero ridotta la speranza di vita in buona salute”, conclude Galimberti.
L’impegno di AIL Firenze
AIL Firenze ODV è da molti anni al servizio della comunità ematologica del territorio, vicina concretamente ai bisogni dei pazienti e dei loro familiari. “AIL Firenze ha la possibilità di accogliere gratuitamente in 22 stanze della Casa di Accoglienza intitolata al Professor Rossi Ferrini, i pazienti e le loro famiglie in cura presso i centri ospedalieri di Careggi e Meyer”, racconta Alberto Bosi, Presidente AIL Firenze.
“Da gennaio a settembre 2025 abbiamo ospitato circa 7.300 persone, con un’affluenza giornaliera media di 27 persone. Circa il sostegno alla ricerca, AIL Firenze nel 2025 ha contribuito con un sostegno di circa 70.000 euro”, aggiunge Bosi.
La campagna informativa
La campagna “CAR-T – Il futuro è già qui”, realizzata con il sostegno non condizionante di Bristol Myers Squibb, Gilead Sciences e Johnson&Johnson, prevede una landing page dedicata all’interno del sito AIL (www.ail.it) con informazioni e aggiornamenti sulle terapie CAR-T, insieme a una mappa dei Centri autorizzati alla somministrazione.
Gli eventi locali coinvolgono specialisti, pazienti, caregiver, volontari AIL e i media per fare il punto sullo stato dell’arte delle terapie CAR-T, le criticità, le novità e le prospettive. Le attività sono arricchite da un video-racconto nel quale Andrea Grignolio, Docente di Storia della Medicina e Bioetica dell’Università San Raffaele di Milano, narra il percorso di scoperta che ha portato a questo approccio rivoluzionario.
Un viaggio nel futuro che è già presente, e che continua a offrire nuove speranze a chi, fino a pochi anni fa, non ne aveva più.
