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Intelligenza artificiale contro i superbatteri: GSK e Fleming Initiative uniscono le forze nella lotta alla resistenza antimicrobica

 

Quarantacinque milioni di sterline, sei programmi di ricerca ambiziosi e circa 50 scienziati dedicati: sono i numeri della nuova alleanza tra GSK e la Fleming Initiative per affrontare una delle minacce più urgenti alla salute globale. L’antimicrobico-resistenza (AMR), fenomeno per cui i batteri diventano insensibili agli antibiotici, sta crescendo a ritmi allarmanti e richiede soluzioni innovative che solo la collaborazione tra expertise diverse può fornire.

Una minaccia che cresce nell’ombra

I numeri parlano chiaro e sono preoccupanti. Secondo il recente rapporto GLASS dell’OMS pubblicato nell’ottobre 2025, circa una su sei infezioni batteriche confermate in laboratorio è causata da batteri resistenti agli antibiotici. Le proiezioni per il futuro sono ancora più allarmanti: i decessi annuali associati all’AMR potrebbero aumentare del 74,5%, passando da 4,71 milioni nel 2021 a 8,22 milioni entro il 2050.

È in questo contesto che GSK e la Fleming Initiative hanno annunciato sei nuovi programmi di ricerca, chiamati “Grand Challenges”, che sfruttano competenze scientifiche d’eccellenza e tecnologie all’avanguardia, inclusa l’intelligenza artificiale avanzata, per trovare nuovi modi di rallentare il progresso della resistenza antimicrobica.

Sei sfide per cambiare le regole del gioco

Tutti i programmi annunciati inizieranno entro i primi mesi del 2026, sono completamente finanziati per tre anni e coprono sei aree tematiche chiave. Il primo programma punta a potenziare la scoperta di nuovi antibiotici per le infezioni da batteri Gram-negativi, tra i più difficili da sconfiggere. Il secondo accelererà la scoperta di nuovi farmaci per combattere le infezioni fungine, un’area spesso trascurata ma altrettanto critica.

Il terzo programma migliorerà la comprensione di come i nostri sistemi immunitari rispondono ai batteri resistenti ai farmaci, partendo dallo Staphylococcus aureus, per stimolare la ricerca sui vaccini. Il quarto utilizzerà dati di sorveglianza epidemiologica e ambientale per creare modelli di IA capaci di prevedere come i patogeni resistenti emergono e si diffondono.

Il quinto condurrà uno studio clinico innovativo per migliorare come e quando vengono prescritti gli antibiotici, affrontando uno dei nodi critici della diffusione dell’AMR: l’uso inappropriato di questi farmaci. Infine, il sesto programma utilizzerà dati e intuizioni dalla ricerca internazionale per informare le politiche pubbliche, incorporare interventi preventivi e accelerare la ricerca e sviluppo continua.

L’enigma dei batteri Gram-negativi

Una delle iniziative più ambiziose affronta uno dei maggiori ostacoli scientifici nell’AMR: penetrare le difese dei batteri Gram-negativi, che includono E. coli e Klebsiella pneumoniae. Questi microrganismi possiedono un complesso sistema di difesa dell’involucro cellulare che impedisce agli antibiotici di accumularsi all’interno della cellula, oltre a pompe di efflusso che possono espellere quelli che riescono a entrare.

Mettendo la potenza dei supercomputer contro i superbatteri, chimici, microbiologi ed esperti di IA presso il Drug Discovery Hub di Imperial collaboreranno con gli scienziati di GSK e Agilent Technologies. Utilizzeranno automazione avanzata e genereranno nuovi set di dati su molecole diverse per creare un modello di IA/apprendimento automatico che migliorerà la capacità di progettare antibiotici per infezioni Gram-negative multiresistenti. Questi dati e modelli di IA saranno resi disponibili agli scienziati di tutto il mondo, con la speranza di accelerare lo sviluppo di una nuova generazione di farmaci antimicrobici.

La sfida delle infezioni fungine

In una seconda sfida, gli scienziati lavoreranno alla scoperta di nuovi farmaci per combattere le infezioni fungine, partendo dall’Aspergillus. Circa due milioni di casi di infezione da Aspergillus si verificano annualmente, con tassi di mortalità superiori al 46% nei pazienti ad alto rischio in terapia intensiva, situazione ulteriormente aggravata dalla diffusione della resistenza antifungina.

Attualmente esistono solo quattro tipi di farmaci, che tipicamente mirano agli stessi siti all’interno delle cellule fungine. Questo nuovo programma utilizzerà l’intelligenza artificiale per identificare le vulnerabilità uniche dei funghi e supportare lo sviluppo di nuovi farmaci mirati.

Decifrare la risposta immunitaria

Un terzo team di esperti inizierà a modellare la risposta immunitaria umana all’infezione, partendo dallo Staphylococcus aureus, uno dei patogeni resistenti ai farmaci più pericolosi al mondo, responsabile di oltre un milione di morti all’anno. I vaccini contro questo patogeno finora hanno fallito negli studi clinici a causa della mancanza di dati dettagliati e rilevanti per l’uomo sul comportamento batterico e sulle risposte immunitarie.

Il nuovo team replicherà, in condizioni strettamente controllate e sicure, infezioni del sito chirurgico per fornire dati chiave sulla progressione dell’infezione e sulla risposta immunitaria umana allo S. aureus, informazioni fondamentali per lo sviluppo di nuovi vaccini.

Riportare talenti in un campo in declino

In totale, la partnership GSK/Fleming per l’AMR finanzierà circa 50 ruoli scientifici, clinici e accademici multidisciplinari dedicati, che saranno per lo più basati nelle strutture dell’Imperial College London nel Regno Unito. Attraverso questa iniziativa, la collaborazione darà impulso a un campo di ricerca vitale che ha visto una forza lavoro in declino, con crescenti difficoltà ad attrarre le competenze scientifiche necessarie, come evidenziato dal rapporto “Leaving the Lab” dell’AMR Industry Alliance nel 2024.

Voci dai protagonisti

Il Professor Lord Ara Darzi, responsabile della Fleming Initiative, ha dichiarato: “Nei 12 mesi da quando abbiamo annunciato la nostra partnership storica tra GSK e la Fleming Initiative, sono stati fatti enormi progressi. Attraverso il nostro potere di convocazione, abbiamo l’expertise di livello mondiale, le strutture, la capacità e la visione necessarie per lanciare queste ambiziose Grand Challenges. Speriamo che questa ricerca sia un faro per la comunità scientifica globale e evidenzi l’urgente necessità di sforzi collaborativi per affrontare la crescente minaccia globale della resistenza antimicrobica”.

Tony Wood, Chief Scientific Officer di GSK, ha aggiunto: “Sono lieto di combinare la leadership di GSK nella scienza antimicrobica con la ricerca di livello mondiale dell’Imperial College London. Insieme, con set di dati su larga scala, modalità farmacologiche emergenti e modelli guidati dall’IA, apriremo nuovi approcci per la scoperta di nuovi antibiotici e anticiperemo e supereremo lo sviluppo della resistenza per trasformare il trattamento e la prevenzione delle infezioni gravi”.

Un anniversario che guarda al futuro

L’annuncio del lancio delle sei Grand Challenges coincide con due traguardi significativi: la Settimana mondiale della consapevolezza sull’AMR e l’80° anniversario del Premio Nobel per lo sviluppo della penicillina, il primo antibiotico ad ampio spettro. Un cerchio che si chiude simbolicamente, mentre la scienza si prepara ad affrontare con strumenti nuovi una minaccia che mette in discussione proprio quelle conquiste mediche.

La Fleming Initiative: convergenza di saperi

Fondata congiuntamente dall’Imperial College London e dall’Imperial College Healthcare NHS Trust nel 2022, la Fleming Initiative riunisce scienziati, decisori politici, clinici, partner commerciali e pubblico per fornire soluzioni eque alla resistenza antimicrobica su scala globale. GSK è diventato il primo partner fondatore dell’iniziativa, impegnando 45 milioni di sterline nel 2024 e sostenendo la missione della Fleming di aiutare ad affrontare l’AMR in tutto il mondo.

Come sottolinea il Professor Hugh Brady, Presidente dell’Imperial College London: “La resistenza antimicrobica è una sfida globale che nessun singolo laboratorio o istituzione può risolvere da solo. Affrontare l’aumento delle infezioni resistenti ai farmaci può essere fatto solo riunendo un’ampia gamma di competenze – dalla scienza, all’industria e alla politica, insieme al coinvolgimento pubblico. Questa è la scienza della convergenza in azione”.

I dati e le intuizioni derivanti da questi programmi saranno ampiamente diffusi con l’intento di ispirare lo sviluppo di nuovi farmaci e vaccini più efficaci a livello globale. Perché nella lotta contro i superbatteri, la condivisione della conoscenza è potente quanto la scoperta stessa.