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Sindrome di Alagille: arriva il rimborso per il farmaco contro il prurito devastante

 

Una nuova speranza per i bambini affetti da una rara malattia genetica che colpisce fegato, cuore e altri organi. L’AIFA ha approvato la rimborsabilità di odevixibat, un farmaco innovativo che combatte uno dei sintomi più invalidanti della Sindrome di Alagille: il prurito colestatico.

Una malattia rara che colpisce fin dai primi mesi di vita

La Sindrome di Alagille è una patologia genetica rara che interessa circa 1 bambino ogni 30.000-50.000 nati. Causata da mutazioni nei geni JAG1 o NOTCH2, si manifesta tipicamente nei primi tre mesi di vita con un quadro clinico complesso che può coinvolgere fegato, cuore, occhi, reni, ossa e persino i tratti del viso.

Le cifre parlano chiaro: fino al 95% dei bambini soffre di sintomi colestatici persistenti, mentre circa il 60% necessita di un trapianto di fegato prima dei 18 anni. La mortalità può raggiungere il 10%, principalmente a causa di complicanze cardiache e insufficienza epatica, rendendo il carico clinico e sociale estremamente pesante per i pazienti e le loro famiglie.

Il prurito: un tormento invisibile ma devastante

Uno dei sintomi più debilitanti della Sindrome di Alagille è il prurito colestatico, spesso severo e resistente ai trattamenti convenzionali. Non si tratta di un semplice fastidio: questo prurito intenso e persistente compromette profondamente la qualità della vita, causando disturbi del sonno, lesioni cutanee da grattamento, alterazioni dell’umore e difficoltà nutrizionali che in molti casi richiedono l’alimentazione tramite sondino.

“Per chi segue quotidianamente bambini con Sindrome di Alagille, il prurito colestatico è uno degli aspetti più difficili da gestire: disturba il sonno, limita la vita sociale, interferisce con la crescita e ha un impatto enorme sull’intero nucleo familiare”, spiega Martina Brotto, Presidente di Alagille Italia ODV.

L’approvazione della rimborsabilità: una svolta attesa

Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale n. 21 del 27 gennaio 2026, l’Agenzia Italiana del Farmaco ha approvato la rimborsabilità da parte del Servizio Sanitario Nazionale di odevixibat (Kayfanda®), un inibitore potente, selettivo e reversibile della proteina IBAT, indicato per il trattamento del prurito colestatico associato alla Sindrome di Alagille in pazienti a partire dai 6 mesi di età.

“La decisione di AIFA di rendere rimborsabile odevixibat apre finalmente la possibilità di intervenire con un trattamento specifico, offrendo ai pazienti una nuova prospettiva terapeutica e ai medici nuovi strumenti per gestire la malattia e i suoi sintomi”, commenta con soddisfazione Brotto.

I risultati degli studi clinici: efficacia dimostrata

L’approvazione si basa sui risultati positivi dello studio di fase III ASSERT e della sua estensione ASSERT-EXT, che hanno coinvolto 52 pazienti con diagnosi genetica confermata. Lo studio ASSERT rappresenta l’unico trial clinico di fase III mai condotto su un farmaco specifico per la Sindrome di Alagille.

I dati sono eloquenti: dopo 24 settimane di trattamento, odevixibat ha ridotto significativamente il prurito rispetto al placebo, con un effetto rapido e mantenuto nel tempo. Parallelamente, si è osservata una riduzione marcata dei livelli di acidi biliari sierici, i principali responsabili del prurito. Il 54% dei pazienti trattati ha sperimentato una riduzione clinicamente significativa del prurito di almeno 1,5 punti sulla scala di valutazione.

Benefici che vanno oltre il sintomo

Particolarmente rilevanti sono i benefici collaterali emersi dagli studi. I pazienti trattati con odevixibat hanno mostrato miglioramenti significativi della qualità del sonno, con riduzione dei risvegli notturni e della stanchezza diurna. Nel lungo termine, fino a 96 settimane di follow-up, si è osservato anche un miglioramento della crescita in altezza e della qualità di vita complessiva dei bambini e delle loro famiglie.

“È fondamentale poter mettere a disposizione dei pazienti affetti dalla sindrome di Alagille un’opzione terapeutica come odevixibat, che ha dimostrato un profilo di efficacia e sicurezza favorevole sia nel breve che nel lungo termine”, dichiara Emanuele Nicastro, dell’Epatologia Pediatrica e dei Trapianti dell’Ospedale di Bergamo e vicepresidente della SIGENP. “Oltre ai dati relativi alla riduzione del prurito e dei livelli di acidi biliari, rivestono particolare rilevanza anche le evidenze che documentano un miglioramento dei parametri del sonno e della qualità di vita dei bambini e delle loro famiglie”.

Un profilo di sicurezza favorevole

Per quanto riguarda la sicurezza, odevixibat è stato generalmente ben tollerato, con la maggior parte degli eventi avversi di intensità lieve o moderata. La diarrea è stata la reazione più comune (36,5%), seguita da dolore addominale (17,3%) e aumenti lievi o moderati dei test di funzionalità epatica. Non sono stati segnalati decessi correlati al trattamento.

Anche gli adolescenti tra i 10 e i 18 anni hanno mostrato benefici clinicamente significativi su prurito, acidi biliari, sonno e qualità di vita, con un profilo di sicurezza sovrapponibile a quello della popolazione complessiva.

Un impegno concreto nelle malattie rare

“Questo nuovo traguardo conferma ulteriormente l’impegno di Ipsen nel rendere disponibili farmaci trasformativi in grado di migliorare la qualità di vita dei pazienti con Sindrome di Alagille, dai più piccoli, con benefici che si riflettono anche sul benessere delle loro famiglie, fino agli adulti”, afferma Irina Zotova, Presidente e Amministratore Delegato di Ipsen Italia.

L’approvazione della rimborsabilità di odevixibat rappresenta un passo avanti concreto nella gestione di una malattia rara particolarmente complessa, offrendo finalmente ai piccoli pazienti e alle loro famiglie una nuova arma terapeutica contro un sintomo che, pur invisibile, ha un impatto devastante sulla vita quotidiana.